Bentornata

Se ti trovi a passare da qui, ti ringrazio e ti dò il benvenuto sul mio blog. Che tu ci sia finito per caso o  sia venuto a farmi visita intenzionalmente, sappi che per me questo è il mio piccolo spazio dei sogni, quelli che ho realizzato e quelli che ho ancora nella mente in attesa di diventare realtà. Quindi, se puoi, leggi il mio blog con cura e con un pizzico di leggerezza…trattalo con la stessa delicatezza con cui si maneggia un fiore. Continue reading →

“Fuga dal campo 14”, Blaine Harden

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Non capita spesso di leggere un libro e di rimanerne assolutamente catturati, ma anche infastiditi e sconvolti. Accade raramente, ma quando succede non si può fare finta di niente. Bisogna interrogarsi su quello che si legge, sui motivi di tale subbuglio emotivo e chiedersi se vale la pena di sentirsi così a disagio per una lettura. Con “Fuga dal campo 14” non si può fare a meno di stare male, ma anche di sentirsi arricchiti ed è per questo che si continua a leggere fino alla fine e senza sconti.

Mentre scoprivo la storia di Shin Dong-hyuk, il protagonista di queste pagine, non potevo credere a quello che veniva raccontato…mi dispiacevo per lui e mi chiedevo se davvero un essere umano possa vivere ancora oggi un’esperienza tanto devastante.

La storia, lo sappiamo bene, è colma di tragedie sociali, di guerre e di stermini. E pur sapendolo, facciamo l’errore di relegare questi eventi in un tempo passato, in un epoca che non ci appartiene più e che richiamiamo alla memoria soltanto quando si appresta ad arrivare il giorno di qualche commemorazione. Ma ci sbagliamo profondamente nel credere che certe violazioni dei diritti umani non si verifichino più come un tempo e che viviamo in un mondo in cui la libertà è garantita a tutti.

Fuga dal campo 14” sovverte queste convinzioni e al lettore non resta altro da fare che aprire gli occhi su una realtà che ancora ignorava. Ci troviamo in Corea del Nord e Shin è un sopravvissuto a un campo di prigionia tuttora esistente. Si apprende che, nascosti tra le impervie catene montuose del paese, sono ubicati dei campi (molto simili a quelli di concentramento nazisti) dove uomini e donne sono maltrattati, sfruttati, malnutriti e torturati. Vivono lì perché prelevati nel cuore della notte, colpevoli di simpatizzare per l’opposizione politica, e non hanno nessuna garanzia di uscirne vivi, perché di fatto per lo Stato nordcoreano diventano dei desaparecidos. Alcuni di loro sono addirittura nati all’interno dei campi e non conoscono null’altro se non le regole disumane che governano questo posto. Continue reading →

“Cold spring harbor”, Richard Yates


img_0096Siamo nel pieno della Seconda Guerra Mondiale e a Cold Spring Harbor, una gradevole cittadina di Long Island, si snodano le vicende di un piccolo gruppo di persone. Assistiamo al lento e casuale intrecciarsi di relazioni instabili e un po’ malconce che si trascinano passivamente come fossero il segnale di esistenze vissute al rallentatore. 

Gli americani sono impegnati a combattere l’esercito nemico e tutti gli uomini desiderano arruolarsi per difendere l’orgoglio patriottico. Anche Evan Shepard è tra coloro che nutrono questo desiderio, motivato dalla voglia di trovare una realizzazione personale che stenta ad arrivare. Nella freschezza dei suoi vent’anni Evan vorrebbe sentirsi fiero di sé, appagato e apprezzato dal mondo intero, ma colleziona soltanto fallimenti e lascia dietro di sé strascichi di delusione e amarezza. Con le donne, invece, tutto sembra andare per il meglio: la sua bellezza affascina e conquista ed è per questo che Evan non fatica a trovare ragazze pronte a innamorarsi perdutamente di lui. Tra queste vi è Rachel Drake, una giovane un po’ ingenua e di educazione conservatrice che diventerà la sua sposa…Il lettore, è inevitabile, non tarderà a sollevare il legittimo interrogativo: sarà un matrimonio felice? 

Accanto ai giovani Evan e Rachel si stagliano le loro famiglie d’origine: i coniugi Shepard e la signora Gloria Drake, madre di Rachel. Adulti cresciuti nell’insoddisfazione di un futuro che non è mai quello che si è immaginato, persone dal cuore colmo di malinconia e rancore. Continue reading →

“Bella era bella, morta era morta”, Rosa Mogliasso

IMG_7306Ho conosciuto questo libro grazie alle tante recensioni positive trovate qua e là su internet. Mi ha sempre incuriosito questo titolo così stranamente originale e dal suono indiscutibilmente ritmico. Mi sono sempre domandata chi fosse questa protagonista così bella (ma anche così morta!) sulla quale ruota tutta un’intera narrazione. Complice l’offerta sul formato ebook, mi sono convinta dell’acquisto e ho sfogliato immediatamente le pagine del libro per togliermi tutta quella curiosità accumulata!

Si conosce la protagonista a partire dalle sue scarpe esageratamente rosse, di quel rosso che salta subito all’occhio attirando inevitabilmente l’attenzione. Ebbene, queste scarpe si trovano abbandonate sulla riva di un fiume, calzate dai piedi inermi di una donna che non dà più segni di vita. Da quella stradina che costeggia il fiume però passano numerosi personaggi che scorgono il cadavere e ne rimangono profondamente colpiti…cosa fare? Chiamare le forze dell’ordine? Un’ambulanza? Digitare il numero di una persona di fiducia per ricevere un consiglio sul da farsi? Queste le cose che potrebbero accadere se non fosse che tutti gli scopritori del cadavere hanno altri problemi ben più importanti da risolvere e poco tempo da dedicare a una faccenda tanto insolita quanto vincolante.

Ci sono un cane e la sua giovane proprietaria, commessa di Hermès attenta alla linea e ai soldi. La donna è alle prese con impegnative questioni di cuore: il suo ricchissimo fidanzato, quasi sposo, forse ha deciso di lasciarla e lei deve fare il tutto e per tutto per non ritornare single ad un passo dal matrimonio. Tutto si complica poi se di mezzo ci si mette anche la suocera… Continue reading →

“La tregua”, Mario Benedetti

IMG_7021Lui: Martìn Santomé, quarantanove anni, impiegato prossimo alla pensione, vedovo e padre di tre figli. Lei: Laura Avellaneda, ventiquattro anni, stagista, sguardo timido e belle gambe. E poi c’è il Tempo, questo scorrere rapido degli anni che ha il potere di accelerare e rallentare i giorni a proprio piacimento. 

Attraverso una forma narrativa di tipo diaristico, Mario Benedetti (scrittore uruguaiano scomparso pochi anni fa) narra le vicende di un uomo sulla soglia dei cinquant’anni. Martìn Santomé è pronto a terminare la propria carriera professionale, ma in lui si insinua una certa dose di malinconia, convinto com’è che di lì a poco non saprà più come impiegare le sue giornate e che cadrà preda di uno stato perenne di ozio e solitudine.

A sorprenderlo però ci ha pensato il destino che ha riservato per lui  un rapporto inaspettato di amore e affetto, un’esperienza imprevista che gli farà palpitare il cuore, lo renderà propositivo e felice come mai è stato prima. 

Si conoscono sul luogo di lavoro Martìn e Laura. Si osservano, si studiano a vicenda e quasi senza che se ne rendano conto si scoprono attratti l’uno dall’altra. Ma di mezzo c’è la differenza di età e tutte le incertezze per il futuro. Eppure, la storia comincia spedita e sembra procedere per il meglio, persino il Tempo sembra essersi fermato…ma è inevitabile chiedersi se questa storia abbia la possibilità di un avvenire oppure no. Se lo domandano Martìn e Laura; se lo domanda anche il lettore. Continue reading →

“La sorella cattiva”, Véronique Ovaldé

IMG_6957Amo le storie che parlano di rapporti familiari soprattutto quando la famiglia in questione è problematica e opprimente. Véronique Ovaldé è stata bravissima a descrivere cosa succede nella mente di una persona quando l’ambiente in cui vive è particolarmente degenerato e la bontà delle relazioni compromessa.

Maria Cristina Vaatonen è la protagonista del romanzo ed è lei stessa a definirsi “la sorella cattiva“. La sua famiglia è composta da Marguerite, madre ossessiva e paranoica che agisce sulle figlie le sue turbe mentali, Liam, padre passivo e depresso (ma in fondo amorevole nei confronti degli altri), e Meena e Maria Cristina, due sorelle quasi coetanee sempre in competizione e coinvolte in un rapporto  di amore e odio reciproco.

La città in cui abitano si chiama Lapérouse (in Canada) ed è un luogo gretto e chiuso dove sembra molto difficile sfuggire alla sorte che gli altri hanno scelto per te. Questo è quello che pensa la giovane Maria Cristina che, come la sorella Meena, si sente prigioniera di una realtà soffocante in cui nessuna via di fuga è concessa se non quella offerta dalla fitta foresta di alberi che circonda l’insolita “casa rosa” in cui vive la famiglia Vaatonen. E come se non ci fosse già molto dolore nella vita di Maria Cristina, succede che durante una passeggiata tra i boschi…bhè, se avete letto altre mie recensioni, sapete già che non vi svelerò questo particolare della storia! Se volete soddisfare la vostra curiosità non vi resta che fiondarvi in libreria! Continue reading →

“Sembrava una felicità”, Jenny Offil

Sembrava una felicitàQuando ho conosciuto questo libro non sapevo bene cosa aspettarmi. Avete presente quando ci  si sente attratti da un romanzo anche se non si conosce né l’autore né la trama? Ecco, questo è esattamente quello che è successo a me con “Sembrava una felicità“.

A volte capita di posare lo sguardo su una copertina e avere un colpo di fulmine, innamorarsi di un titolo, ascoltare le parole di apprezzamento di librai e lettori, e quindi innamorarsi perdutamente di un libro. Ma come spesso succede in amore, bisogna pazientare un po’ prima di conquistare l’oggetto del desiderio e così anch’io ho dovuto aspettare paziente di acquistare una copia di questo romanzo. L’occasione ghiotta è arrivata con l’apertura di Una marina di libri, festival del libro che si svolge da anni qui a Palermo, la mia città. Allo stand di NN editore ho svaligiato il banco, e tra i vari  titoli presenti in catalogo questo romanzo è tra quelli che ho portato a casa con piena soddisfazione!

Una volta giunto tra le mie mani, “Sembrava una felicità” mi ha rapita completamente. Come dicevo prima, non sapevo bene cosa aspettarmi… ma devo dire che in un certo senso sono rimasta spiazzata e piacevolmente sorpresa da questo piccolo lavoro letterario. Perché “Sembrava una felicità” non è un romanzo qualunque, è la poesia che si fa prosa, è un susseguirsi di frasi delicate e armoniose che saltano da una pagina all’altra pronte a posarsi lievi sull’animo del lettore.

La protagonista, della quale non conosceremo mai il nome, racconta di sé, della sua vita di coppia e della sua figlioletta appena nata; descrive passo passo i cambiamenti che derivano dal trascorrere del tempo, cambiamenti che riguardano se stessa e il mondo che la circonda. Il tutto condito con citazioni e curiosità di vario genere che si incastrano perfettamente tra i periodi della narrazione. Continue reading →

“La signora Armitage”, Penelope Mortimer

La signora ArmitageSe non conoscete ancora l’elegante signora Armitage, siete in tempo per rimediare. Penelope Mortimer, scrittrice gallese venuta a mancare poco meno di vent’anni fa, racconta in questo romanzo del 1962 la storia di una giovane donna e del suo matrimonio infelice. Sposata con Jake, un uomo burbero e insensibile, che di mestiere fa  lo sceneggiatore cinematografico, la signora Armitage sarebbe felice con i suoi numerosi bambini e la sua bella casa ampia e accogliente. Lo sarebbe davvero se non fosse che la vita che ha sempre desiderato risulta essere sempre insoddisfacente e la serenità un tesoro inafferrabile.

Il romanzo si apre con un serrato scambio di battute tra la donna e lo psichiatra al quale si è rivolta su consiglio del marito.  Si avverte immediatamente quanto siano complessi i pensieri della donna e quanto sia grande la disperazione che accompagna i suoi giorni. La signora Armitage è una donna ansiosa e un po’ confusa, sempre alla ricerca di amore e di attenzioni che possano confermare il suo valore.

Tra le pagine affiorano i ricordi dell’infanzia e della giovinezza, entrambe caratterizzate da rapporti inappaganti inesorabilmente volti al fallimento: quello con i genitori freddo e rigido, quello con i coetanei distante e inconsistente, quello con i molti uomini ai quali le viene facile legarsi e subito slegarsi. Continue reading →

“Bambini nel tempo”, Ricardo Menéndez Salmòn

IMG_6642Bambini nel tempo” è un romanzo speciale. Dolorosissimo e dolcissimo nella sua semplicità. Il tema centrale è l’infanzia: quella perduta troppo presto, quella negata, quella ignorata, quella attesa e quella appena sbocciata.

Ricardo Menéndez Salmòn, scrittore spagnolo molto noto nel suo paese e insignito di uno dei riconoscimenti internazionali più prestigiosi, ha scritto un libro convincente ed emozionante senza mai perdere di vista il senso più intimo della narrazione.

Il libro si suddivide in tre parti: “La ferita” e “La pelle” aprono e chiudono il testo, mentre nella parte centrale spicca “La cicatrice” un racconto insolito, originale e di grande potenza. A prima vista, i racconti sembrano slegati e non avere nulla in comune se non l’argomento trattato, ma poi tutto assume una forma più coesa e come i tasselli di un mosaico le tre storie generano un’immagine finale unica e brillante.

Il punto iniziale della narrazione è il dolore più antico e più temuto: la perdita di un figlio. Un’assenza di tal fatta crea crepe e disfacimento tutt’intorno: è possibile ricostruire laddove tutto è crollato? Sembra questo il quesito che si pone lo scrittore attraverso la vicenda terribile di Elena e Antares, una coppia affiatata e innamorata che porterà  su di sé un insopportabile macigno. La loro sorte sembra segnata sin dalle prime pagine del romanzo, ma forse nel tempo sarà possibile per loro rialzarsi dal terreno fangoso in cui i due protagonisti sembrano annegare. Continue reading →

“Oscar e la dama in rosa”, Eric-Emmanuel Schmitt

imageHo conosciuto questo scrittore eccezionale con la lettura di “Concerto in memoria di un angelo” (di cui trovate una recensione qui). Già quel libro mi aveva colpito, facendomi notare la delicatezza e l’incisività che caratterizzano le narrazioni di questo scrittore. Ma il libro di cui vi parlo oggi supera ancora di più la bellezza di quello e si inserisce a pieno titolo tra i libri più belli che io abbia mai letto.

Oscar e la dama in rosa” è un libro commovente. Racchiuse in meno di cento pagine si librano nell’aria frasi semplici e toccanti che non si può fare a meno di custodire gelosamente al termine della lettura. Un romanzo breve, si legge nel giro di un’oretta e vi assicuro che nel leggerlo vi dimenticherete di tutto quello che vi sta attorno e vorrete soltanto sapere come finirà la storia.

Oscar, il giovane protagonista, è un bambino di dieci anni. Trascorre i suoi giorni all’interno di un ospedale pediatrico a causa della malattia che lo ha colpito: la leucemia. Si è sottoposto ad un’estenuante terapia farmacologica e infine persino al trapianto di midollo, ma purtroppo nulla sembra funzionare.

A calarci nella storia è proprio la voce del piccolo Oscar: una voce sincera, dolce e coraggiosa che nel pieno della malattia si avvicina (e ci avvicina) al dialogo con Dio. A far da mediatore la signora che Oscar chiama affettuosamente “Nonna Rosa”, una donna premurosa e gentile che presta servizio di volontariato nel reparto ospedaliero in cui è ricoverato il bambino. Continue reading →