“Amy e Isabelle”, Elisabeth Strouth

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Se vi incuriosiscono le storie che narrano AmyeIsabelle2del legame tra madre e figlia, allora, siete capitati nel posto giusto perché il romanzo di cui sto per parlare fa proprio al caso vostro!

“Amy e Isabelle” è un romanzo di Elisabeth Strouth, scrittrice statunitense contemporanea (premio Pulitzer 2009!) in cui a far da protagonista è il rapporto tra due figure femminili così diverse per età e personalità ma anche così simili per esperienze e fatalità. Sembra un po’ un controsenso, ma nel leggere le pagine del libro si scopre presto che  talvolta le distanze  frapposte tra due persone non sono nient’altro che la conseguenza di una somiglianza non ancora capita e accolta.

La storia si svolge a Shirley Falls, cittadina americana di pochi abitanti, durante una lunga e torrida estate.  Isabelle, la madre, è una donna chiusa, semplice, introversa, con scarse capacità di socializzazione. Pur lavorando insieme a molte colleghe, rifugge le interazioni e i rapporti confidenziali. La sua vita si sussegue banale: casa, lavoro e una figlia da mantenere.

Amy, la figlia, è una ragazza adolescente che  manifesta il desiderio impellente di apertura verso il mondo circostante;  ha voglia di interagire con i coetanei, ma incontra non poche difficoltà.  Soltanto con Stacy, compagna di scuola dall’aspetto ribelle e problematico, Amy si spinge in conversazioni di una certa profondità senza mai però lasciarsi andare del tutto a confidenze vere e proprie.

Amy e Isabelle sembrano vivere in isolamento. Nella loro casa regna il silenzio, interrotto soltanto dal rumore delle stoviglie da lavare, non ricevono visite e non sono solite farne.  Non hanno svaghi e non nutrono forti passioni per alcunché.  Sembrano entrambe tristi e insoddisfatte, intrappolate in un quadro di attività routinarie noiose e inconsistenti. 

Eppure, succede qualcosa. Un evento sconvolgerà le loro vite e le due donne dovranno prendere consapevolezza di se stesse e della loro complessa relazione.

Quello che ho molto apprezzato nel romanzo è l’intento di descrivere un rapporto complesso, fatto di molteplici sfumature, prospettive diverse di uno stesso legame.  Si capisce immediatamente che madre e figlia non dialogano, non si ascoltano, non mostrano di possedere quella sensibilità naturale che il più delle volte appartiene alla coppia madre/figlia.

Isabelle è preoccupata per Amy, vuole assicurarsi di darle una perfetta educazione, vuole che Amy eviti gli sbandamenti tipici dell’età, ma non si preoccupa affatto di parlarne insieme a lei. A sua volta, Amy nutre un controverso sentimento nei confronti della figura materna: le vuole bene, ma al contempo è intollerante ai suoi modi e non ne comprende il comportamento e l’atteggiamento schivo nei confronti del mondo.

Madre e figlia sembrano così distanti! Ma si sa, la vita sa sorprendere all’improvviso e in questo romanzo la vita è foriera di imprevisti a volte anche crudeli. Sono questi a costringere le due protagoniste a mettersi l’una di fronte all’altra, e a chiedersi quali siano i desideri personali e gli errori commessi. Nello scorrere delle pagine viene fuori una descrizione attenta di come tutto ciò che non viene detto, si trasmetta ugualmente da una persona all’altra, e  di come questo aspetto implicito della comunicazione condizioni enormemente il modo di pensare e di interpretare i comportamenti altrui.

Insieme a questi aspetti, ne ritroviamo molti altri: l’incontro tra uomo e donna, che non sempre soddisfa le aspettative; il rapporto d’amicizia tra donne, sempre fonte di conforto e sollievo; l’ingenuità dell’adolescenza e l’apprensione dell’età adulta; l’importanza dell’ ascolto e della comprensione, unici veri motori del cambiamento.

Insomma, un libro ricco, ricco, ricco! Dunque, se anche voi avete voglia di aggiungere una piccola gemma preziosa nel vostro forziere dei libri, leggete questa storia,  la storia dolce e amara di “Amy e Isabelle”.

 

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