Citazioni

  • “E proprio questa – così ora gli pareva – era stata finora la sua grave malattia, di non sapere amare nulla e nessuno”

(Siddharta, H. Hesse)

 

  • “Allora la lasciai chiedendole il permesso di rivederla lo stesso giorno; essa permise; e io son venuto; e da quel tempo il sole e la luna e le stelle possono girare a lor piacimento, ch’io non mi accorgo più se è giorno o notte, e tutto l’universo si perde intorno a me”

(I dolori del giovane Werther, W. Goethe)

 

  • “La prima immagine è quella di un cane che guarda. Il cane sono io. Sto guardando mio padre che è una pietra che piange”

(Mio padre non ha mai avuto un cane, D. Enia)

 

  • “Il timore di restare indietro ci perseguita e ci fa impazzire. Il timore ci sta dentro come una nuvola. Crea dentro di noi un clima di buio. E occasionalmente c’è un temporale e piovono, fuori di noi, odio e ferite”

(L’uomo in bilico, S. Bellow)

 

  • “Pericoloso è imprigionarci in quello che ci hanno insegnato come giusto e non liberarcene mai più, correndo il rischio di non saper più vivere senza un manuale di istruzioni”

(Lettino, Martha Medeiros)

 

  • “Ci sono desideri che nascono come piccole scintille. Quando si accendono, sono focolari, che per un po’ ti tengono al caldo, ti avvolgono in una promessa di tepore. Se non vengono soddisfatti, però, rischiano di divampare in fiamme alte e pericolose. In un attimo, possono bruciarti, sfigurarti. Incenerirti.”

(Nessuno sa di noi, Simona Sparaco)

 

  • “Alcuni destini sono come i libri sacri: è la lettura a dare loro un senso. Il libro chiuso resta muto, parlerà solo quando sarà aperto, e la lingua che userà sarà quella di chi ci si è dedicato, colorata dalle sue attese, dai suoi desideri, dalle sue aspirazioni, dalle sue ossessioni, dalle sue violenze e dai suoi turbamenti. I fatti sono come le frasi di un libro, non hanno un senso autonomo, ma solo il senso che viene loro attribuito.”

(Concerto in memoria di un angelo, Eric- Emmanuel Schmitt)

 

  • “Lei mi aveva detto che la sua era una solitudine viscerale, un sacco di pietre che si trascinava da una stanza all’altra, di città in città.”

(I miei piccoli dispiaceri, Miriam Toews)

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