“Cold spring harbor”, Richard Yates

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img_0096Siamo nel pieno della Seconda Guerra Mondiale e a Cold Spring Harbor, una gradevole cittadina di Long Island, si snodano le vicende di un piccolo gruppo di persone. Assistiamo al lento e casuale intrecciarsi di relazioni instabili e un po’ malconce che si trascinano passivamente come fossero il segnale di esistenze vissute al rallentatore. 

Gli americani sono impegnati a combattere l’esercito nemico e tutti gli uomini desiderano arruolarsi per difendere l’orgoglio patriottico. Anche Evan Shepard è tra coloro che nutrono questo desiderio, motivato dalla voglia di trovare una realizzazione personale che stenta ad arrivare. Nella freschezza dei suoi vent’anni Evan vorrebbe sentirsi fiero di sé, appagato e apprezzato dal mondo intero, ma colleziona soltanto fallimenti e lascia dietro di sé strascichi di delusione e amarezza. Con le donne, invece, tutto sembra andare per il meglio: la sua bellezza affascina e conquista ed è per questo che Evan non fatica a trovare ragazze pronte a innamorarsi perdutamente di lui. Tra queste vi è Rachel Drake, una giovane un po’ ingenua e di educazione conservatrice che diventerà la sua sposa…Il lettore, è inevitabile, non tarderà a sollevare il legittimo interrogativo: sarà un matrimonio felice? 

Accanto ai giovani Evan e Rachel si stagliano le loro famiglie d’origine: i coniugi Shepard e la signora Gloria Drake, madre di Rachel. Adulti cresciuti nell’insoddisfazione di un futuro che non è mai quello che si è immaginato, persone dal cuore colmo di malinconia e rancore.

Charles e Grace Shepard vivono un matrimonio dal sapore ormai stinto: incapaci di rivitalizzare il loro rapporto, preferiscono adagiarsi in una spinosa quotidianità invece di guardare in faccia la realtà e risolvere i problemi più evidenti.

Allo stesso modo, Gloria Drake è preda della sua nevrosi. Separata da un uomo che ha sempre disprezzato, cova astio e invidia nei confronti del mondo, e tenta di ricostruirne uno più giusto dentro le mura della propria casa, attraverso la ferrea disciplina che impartisce a Rachel e all’adolescente Phil. Quest’ultimo, come tutti gli altri protagonisti del romanzo, scalpita per riconoscere il senso della propria esistenza, ma si scontra con la propria inettitudine e con la cattiveria altrui.

Questo l’universo umano descritto da Yates. Uomini e donne in conflitto con sé e con gli altri, identità fragili e sempre a rischio di sgretolarsi sull’onda dell’ambizione e della smania di agguantare un futuro più apprezzabile. Tutti ingredienti riscontrabili nella narrativa di questo scrittore americano, che personalmente non finiró mai di apprezzare.

Cold spring harbor” è l’ennesimo romanzo di Richard Yates che finisce tra le mie mani, innamorata come sono della sua eccellente capacità di raccontare. Il mio preferito rimane “Easter Parade” (del quale trovate la mia recensione qui), anche se ritengo che questo sia ugualmente un ottima prova di scrittura. 

Un libro che non posso fare a meno di consigliare, in particolare a chi ama ritrovare nelle parole quella vena nostalgica e irrimediabilmente poetica che in fondo appartiene a tutti noi.

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