“Due madri”, Ugo Barbàra

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DuemadriMi dispiace di aver fatto attendere troppo a lungo questo libro sullo scaffale della mia libreria. Mi dispiace per non avergli concesso prima una possibilità. Adesso che ne ho terminato la lettura, comprendo quanto questa possibilità fosse davvero meritata.

Come da titolo, le protagoniste sono due donne, Stella e Olga, che nulla hanno in comune se non il fatto di essere madri durante un contesto storico-politico particolare.

Stella abita in un paesino del Nord Italia, insieme al marito e al loro figlioletto. Siamo negli anni difficili della seconda guerra mondiale e tutti gli uomini sono chiamati al fronte a combattere il nemico . Tocca anche al marito di Stella abbandonare la famiglia e andare via senza sapere se avrà la fortuna di ritornare sano e salvo. A Stella toccherà prendersi cura del figlio e della casa, ma il destino non sarà gentile con lei e la metterà più volte a dura prova.

 Olga abita a Buenos Aires, in Argentina. Anche lei, come Stella ha un marito, Miguel, e un figlio piccolo, Juanito. Siamo negli anni della dittatura del regime di Videla, periodo tragico per i paesi sudamericani. Una sera Miguel non torna a casa per la cena: nella moglie si insinua subito il sospetto che l’uomo possa essere come tanti altri “desaparecidos”,  dissidenti del regime, fatti letteralmente sparire dal governo senza lasciare alcuna traccia.

Il romanzo prende forma attraverso l’alternanza dei capitoli, quelli dedicati a Stella e quelli dedicati a Olga, costringendo così il lettore a fare salti temporali e a mettere a confronto due esistenze così tanto simili.  Sono due storie, quella di Stella e di Olga, lontane nel tempo, i periodi storici e i luoghi non sono gli stessi, eppure man mano che si procede nella lettura si arriva quasi a sperare che tra le due donne possa esistere un legame.

Come è mia abitudine preferisco non aggiungere altro sulla trama. Chi sarà incuriosito dal romanzo potrà fare delle belle scoperte una volta giunto alla fine del libro.

Ho apprezzato molto lo stile di Ugo Barbàra. Questo è il primo romanzo scritto di suo pugno che leggo e sono stata piacevolmente colpita dalla fluidità della sua scrittura che scorre via senza sosta e accende nel lettore la curiosità di sapere cosa succederà a tutti i personaggi.

La storia delle protagoniste è raccontata con semplicità ed eleganza. Il tema della guerra e della paura ad essa conseguente è sempre sullo sfondo insieme allo sgomento per la perdita della propria libertà. Le scelte dei personaggi del libro mostrano bene cosa significa vivere sotto le bombe o sotto un regime che non concede nessuna libertà di parola e di pensiero. Eppure, dietro a tanta desolazione, le figure di Stella e Olga dimostrano che non bisogna mai cedere alle avversità, anche quando tutto sembra perduto.

Forse è proprio questo quello che conta: la forza e il coraggio e soprattutto la consapevolezza che in fondo siamo tutti uomini.  E che in qualsiasi circostanza la scelta sul tipo di persone che vogliamo essere dipende soltanto da noi.

Buona lettura. 

 

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