“I miei piccoli dispiaceri”, Miriam Toews

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ImieipiccolidispiaceriChe questo libro sia un piccolo gioiello lo si intuisce già dalla copertina. Delicatezza e armonia si fondono perfettamente in questa immagine così evocativa che sembra invitare il lettore ad addentrarsi tra le righe di quanto scritto.

E se si rimane così colpiti dal pentagramma e dai suoi uccellini colorati, lo si è ancora di più quando si  apre il libro e lo si scorre pagina dopo pagina. La storia narrata dalla scrittrice canadese Miriam Toews riguarda la relazione tra due sorelle, Elfrieda  e Yolandi von Reisen, donne cresciute insieme all’interno di un contesto dalla mentalità ristretta come lo è la comunità mennonita del Canada.

Profondamente diverse, Elf e Yoli hanno un legame speciale fatto di comprensione immediata, amicizia e complicità.  Nulla sembrerebbe sconvolgere la loro esistenza se non fosse che Elf ha deciso di togliersi la vita.

Elf, musicista affermata dal talento ineguagliabile gira il mondo riscuotendo successo. Yoli invece conduce una vita complicata, ha due figli nati da due uomini diversi e adesso che si è appena separata vuole ritrovare se stessa.

Sembra strano che tra le due sia proprio Elf a soffrire così tanto. La donna, al contrario di Yoli, ha raggiunto una piena realizzazione sia nella vita privata sia nel lavoro: ha un uomo che la ama e la rispetta e una professione che la soddisfa. Yoli è stupita ma anche molto preoccupata e  vuole ad ogni costo salvare la sorella maggiore. Non riesce nemmeno ad immaginare cosa significherebbe restare senza di lei. Sarebbe un dolore troppo grande. Ecco, allora, che Yoli le prova tutte e chiama a raccolta anche madre e zia, due donne che hanno attraversato tempi duri ma che conservano ancora la voglia di sorridere anche nei momenti più bui.

All’interno del romanzo si intrecciano le storie dei membri di una famiglia intera, la cui vita è regolata dalle consuetudini di un gruppo sociale canadese, i mennoniti. Saltano all’occhio i contrasti tra il contesto d’appartenenza e le inclinazioni di Elf e di Yoli, anime troppo ribelli per sottostare a regole rigide e inflessibili.

Il romanzo è scorrevole e risulta essere un susseguirsi di emozioni contrastanti. Il timore per la sorte di Elf, si alterna alla leggerezza dei dialoghi tra la madre e la zia Tina, e la drammaticità degli episodi familiari vissuti dai protagonisti si alterna alla grande ironia di cui essi stessi sono capaci.

I miei piccoli dispiaceri è, dunque,  il racconto di una società ma anche e soprattutto di un legame che rischia di interrompersi. Miriam Toews descrive questo legame nei minimi particolari lasciando intravedere tutte le sue sfumature cangianti. La scrittrice è brava ad utilizzare un lessico semplice e delicato che riesce a compensare bene la durezza del tema centrale così profondamente controverso.  Il suicidio e la morte assistita diventano così degli argomenti sui quali riflettere senza tuttavia essere investiti da un senso di oppressione.

Libro consigliato per emozionarsi, riflettere e anche sorridere. E se vi capiterà di rattristarvi basterà guardare i colori degli uccellini in copertina per ritrovare un po’ di buon umore.

 

 

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