“La commedia umana”, William Saroyan

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La commedia umanaUltimamente (non saprei dire perché)  mi capitano tra le mani romanzi in cui le vicende si snodano sul sottofondo disturbante della guerra. Questo è anche il caso de “La commedia umana“, un classico scritto da William Saroyan nel 1943. In questo libro lo scrittore americano di origini armene ha dato voce all’esistenza della gente comune di una cittadina della California chiamata Ithaca. 

Il nome del luogo in cui si svolge il romanzo lascia intendere immediatamente che c’è una terra a cui fare ritorno ed è proprio questa l’aspettativa sottesa di molti giovani arruolati: ritornare a casa.

La famiglia Macauley è tra quelle che attendono speranzose il loro giovane soldato. Marcus, il primogenito, si è infatti arruolato nell’esercito separandosi dalla madre, dai fratelli e dalla fidanzata. I suoi fratelli più piccoli, Homer di quattordici anni e Ulysses di quattro, sono legati profondamente al ragazzo e sperano con tutte le forze che Marcus ritorni presto dal fronte sano e salvo.

Oltre a questa semplice e umile famiglia, vi è una moltitudine di personaggi a popolare le pagine del romanzo: tutti i negozianti della zona, i bambini del quartiere, i telegrafisti e i soldati che fanno tappa a Ithaca. Lo scrittore ci offre uno spaccato sincero della vita quotidiana, attraverso scene e avvenimenti ordinari raccontati lungo brevi capitoli. Sembrano quasi piccole storie separate le une dalle altre, ma in realtà tutte sono intimamente connesse dalla presenza del giovane Homer.

Homer Macauley è un ragazzino sensibile e responsabile che si impegna a cercare un lavoro per aiutare la famiglia. Adesso che Marcus è fuori a combattere in guerra, tocca a lui occuparsi del sostentamento familiare. Assunto presso la sede del telegrafo della sua città, avrà il compito di consegnare telegrammi ai vari cittadini. Sembra un lavoro piuttosto semplice! Pedalando sulla sua bicicletta, Homer Macauley gira per le strade fiero e soddisfatto del suo nuovo impiego, ma l’innocenza della sua giovane età subirà un forte impatto quando si tratterà di consegnare alle madri dei giovani soldati i telegrammi spediti dal Ministero della Difesa per annunciare epiloghi funesti.

Homer si trova così immerso in un dolore acuto e inaspettato, si sentirà scosso e turbato, e metterà in discussione se stesso, la guerra, e la vita. Diventerà adulto a sua volta, rincorrendo a passo svelto le incoerenze del crescere.

Un libro che si legge con molta rapidità per la sua scorrevolezza, un libro che fa sorridere e intenerisce e che conserva qua e là riflessioni importanti sul vivere l’attesa del ritorno. Ci si affeziona ai personaggi che si incontrano tra le pagine e si finisce quasi per immaginarsi camminare tra le stradine di Ithaca. 

Una lettura semplice che ci ricorda ancora una volta come la guerra possa mutare inevitabilmente  l’ordine naturale delle cose. 

Buona lettura.

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