“La pioggia prima che cada”, Jonathan Coe

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LapioggiaprimachecadaHo fatto la conoscenza del signor Coe con “La casa del sonno”, piacevole e curiosa  lettura che mi ha spinta a ricercare altri lavori dello scrittore. Mi sono imbattuta in “La pioggia prima che cada” un po’ per caso, rovistando tra gli scaffali di una libreria dell’usato. Attratta dalla copertina, di una tinta azzurro cielo così bello, ho deciso di portarlo via con me, non sapendo però se mi sarebbe piaciuto: la trama e il genere infatti mi erano sembrati talmente dissimili da quella del romanzo sopracitato che mi era difficile fare un confronto. Ed ecco che ancora una volta, ho deciso di fidarmi del mio istinto!

Adesso devo dire che a lettura ultimata il mio giudizio propende proprio in favore de “La pioggia prima che cada”. Entrambi i romanzi sono scritti bene, con uno stile semplice e chiaro, ma non so perchè, questo libro ha per me una marcia in più!

Evidentemente ho un debole per le storie che narrano di ricostruzioni familiari e che nel farlo svelano segreti indicibili. In questa narrazione tutto prende inizio a partire da un lutto: la zia Rosamund, anziana donna solitaria e da tempo malata, muore nella sua casa. Accanto a lei un album di fotografie, una pila di cassette e un microfono collegato a un registratore. A occuparsi del funerale devono pensarci i nipoti Gill e David ai quali peraltro la cara zia ha lasciato tutto quello che possedeva…ma, a sorpresa, il testamento rivela la presenza di una terza erede, Imogen, sulla quale nessuno possiede informazioni. A Gill il compito di scoprire chi sia.

Il mistero di Imogen lascia interdetti un po’ tutti. Credo sia questo il sentire comune quando ci si rende conto che chi pensavamo di conoscere davvero ci ha nascosto per tutta la vita una verità importante. Si è spiazzati e forse anche un po’ impauriti ed ecco perché Gill tentennerà ad ascoltare i nastri lasciati per lei dalla zia. Saranno le sue figlie a convincerla e a rendere meno doloroso un ritorno nel passato.

Jonathan Coe rivela pagina dopo pagina segreti e memorie di una famiglia inglese che si evolve di generazione in generazione portando con sé ferite e dissapori che a volte commuovono e a volte lasciano a bocca aperta il lettore. La storia si svolge prevalentemente su un piano femminile: Rosamund parla di sé, della cugina Beatrix e del rapporto malato che questa aveva con la propria madre, donna arcigna e severa che diventerà l’origine di sentimenti e stati d’animo confusi e indecifrabili.

Sono le fotografie a fornire ricordi e a favorire il racconto della vita familiare: la zia Rosamund, seguendo una successione di ordine temporale, ne descrive venti, una sorta di lascito affettivo per Gill, ma soprattutto per Imogen, perché è a lei che  si rivolge la voce dell’anziana signora. 

Se siete curiosi di scoprire la storia di questa famiglia e in ultimo l’identità di Imogen, leggete “La pioggia prima che cada”. Una lettura semplice e piacevole, con quel pizzico di coinvolgimento emotivo che non fa mai male. Da inserire tra un romanzo e un altro quando si ha voglia di intrattenersi con qualcosa di non troppo impegnativo, ma ben scritto.

 

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