“La signora Armitage”, Penelope Mortimer

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La signora ArmitageSe non conoscete ancora l’elegante signora Armitage, siete in tempo per rimediare. Penelope Mortimer, scrittrice gallese venuta a mancare poco meno di vent’anni fa, racconta in questo romanzo del 1962 la storia di una giovane donna e del suo matrimonio infelice. Sposata con Jake, un uomo burbero e insensibile, che di mestiere fa  lo sceneggiatore cinematografico, la signora Armitage sarebbe felice con i suoi numerosi bambini e la sua bella casa ampia e accogliente. Lo sarebbe davvero se non fosse che la vita che ha sempre desiderato risulta essere sempre insoddisfacente e la serenità un tesoro inafferrabile.

Il romanzo si apre con un serrato scambio di battute tra la donna e lo psichiatra al quale si è rivolta su consiglio del marito.  Si avverte immediatamente quanto siano complessi i pensieri della donna e quanto sia grande la disperazione che accompagna i suoi giorni. La signora Armitage è una donna ansiosa e un po’ confusa, sempre alla ricerca di amore e di attenzioni che possano confermare il suo valore.

Tra le pagine affiorano i ricordi dell’infanzia e della giovinezza, entrambe caratterizzate da rapporti inappaganti inesorabilmente volti al fallimento: quello con i genitori freddo e rigido, quello con i coetanei distante e inconsistente, quello con i molti uomini ai quali le viene facile legarsi e subito slegarsi.

La signora Armitage è il ritratto di una donna fragile, costantemente tesa alla ricerca di se stessa e del proprio ruolo nel mondo. Un ruolo difficile da identificare se non si hanno a  disposizione quelle doti interiori che servono a superare le difficoltà. Ma la donna non si arrende. Arranca, certo, ma prova con determinazione a trovare una stabilità personale e lo fa con il solo mezzo che conosce: la maternità. La signora Armitage ha molti mariti e anche molti figli e se è capace di abbandonare i mariti con molta facilità, non è altrettanto capace di allontanarsi dai propri bambini, unica vera fonte di quella sicurezza e di quell’amore da sempre desiderato.

Tuttavia, la sensibilità non è qualità di molti tantomeno dell’ultimo marito della donna, il quale sarà determinante nel crollo psicologico della moglie… Non vi voglio svelare nulla di più sulla trama, ma vi dirò soltanto che se avessi potuto sarei andata a parlare personalmente con Jake Armitage e non gli avrei rivolto certo parole di compiacimento!

Questo romanzo mi ha catturato totalmente, mi ha appassionato e più volte mi sono ritrovata a provare molta tenerezza per la protagonista. Avrei voluto aiutarla, aprirle gli occhi e offrirle una spalla su cui piangere. Mi ha affascinato scoprire che la signora Armitage non è altro che l’alter ego della stessa scrittrice. Penelope Mortimer pare abbia avuto una vita complicata, fatta di drammi e conquiste, di molte relazioni e di molti figli, di apparenza e finzione, di tristezza e delusioni, elementi questi responsabili di una drammaticità interiore profonda che sembra abbiano generato persino un tentativo di suicidio.

Un romanzo che ho apprezzato moltissimo, scritto con la semplicità e la profondità che appartengono soltanto a pochi scrittori di talento. Lo consiglio a tutti, ed in particolar modo a chi come me ama leggere di storie al femminile ricche di umanità e di passione.

Buona lettura!

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