“La sorella cattiva”, Véronique Ovaldé

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IMG_6957Amo le storie che parlano di rapporti familiari soprattutto quando la famiglia in questione è problematica e opprimente. Véronique Ovaldé è stata bravissima a descrivere cosa succede nella mente di una persona quando l’ambiente in cui vive è particolarmente degenerato e la bontà delle relazioni compromessa.

Maria Cristina Vaatonen è la protagonista del romanzo ed è lei stessa a definirsi “la sorella cattiva“. La sua famiglia è composta da Marguerite, madre ossessiva e paranoica che agisce sulle figlie le sue turbe mentali, Liam, padre passivo e depresso (ma in fondo amorevole nei confronti degli altri), e Meena e Maria Cristina, due sorelle quasi coetanee sempre in competizione e coinvolte in un rapporto  di amore e odio reciproco.

La città in cui abitano si chiama Lapérouse (in Canada) ed è un luogo gretto e chiuso dove sembra molto difficile sfuggire alla sorte che gli altri hanno scelto per te. Questo è quello che pensa la giovane Maria Cristina che, come la sorella Meena, si sente prigioniera di una realtà soffocante in cui nessuna via di fuga è concessa se non quella offerta dalla fitta foresta di alberi che circonda l’insolita “casa rosa” in cui vive la famiglia Vaatonen. E come se non ci fosse già molto dolore nella vita di Maria Cristina, succede che durante una passeggiata tra i boschi…bhè, se avete letto altre mie recensioni, sapete già che non vi svelerò questo particolare della storia! Se volete soddisfare la vostra curiosità non vi resta che fiondarvi in libreria!

Vi dirò soltanto che Maria Cristina, ancora minorenne, spinta dal senso di colpa e dall’insopprimibile desiderio di libertà, cercherà una nuova sistemazione per sé e la troverà nella più calda California, dove  intreccerà nuove relazioni e realizzerà i suoi progetti. Ma siamo sicuri che sia davvero possibile ripartire da zero, dimenticare dall’oggi al domani ciò che la propria vita è stata, cancellare il dolore senza che questo sia stato davvero elaborato?

Maria Cristina pensa di avercela fatta, ma forse si tratta soltanto di un’illusione perché la sua nuova vita non è davvero tutta rosa e fiori e di tanto in tanto fa capolino quella sensazione di insoddisfazione incomprensibile e di mancanza di un qualcosa ancora difficile da definire. Il lavoro, l’amore, il sesso, non sono sufficienti a donarle un equilibrio definitivo e il tutto si complica quando il passato ritorna prepotente a bussare alla sua porta portando nuovamente scompiglio nella sua vita.

La sorella cattiva” è, a mio avviso, un buon romanzo. L’accento posto sugli aspetti emotivi generati dalle vicende rappresenta la ciliegina sulla torta di una prova narrativa ben riuscita. Scritto in maniera scorrevole e con uno stile particolare, questo libro ci insegna che si è sempre in tempo per cambiare strada, per aggiustare il tiro e per riscrivere la propria storia.  Poco più di duecentocinquanta pagine sapranno condurvi nella vita di una donna giovane e malinconica capace di una grande bontà d’animo. 

Buona lettura!

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