“L’anno del pensiero magico”, Joan Didion

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Pensiero magico“L’anno del pensiero magico” di Joan Didion è un libro intenso. Uno di quelli che non riesci a leggere tutto d’un fiato, che necessita di pause, di una boccata d’aria, di uscire in balcone a respirare un po’ e  pensare. Si tratta di un testo autobiografico, ma anche ampiamente universale. Ne ho appena terminato la lettura e sto provando a riordinare le idee ma soprattutto a capire le molte emozioni che mi ha suscitato.

Riordinare e capire è forse anche il tentativo pressante e necessario della scrittrice, che, attraverso la scrittura, narra di un periodo delicato della sua vita: l’anno del pensiero magico, appunto, che inizia a partire dalla morte improvvisa del marito.

“La vita cambia in fretta, la vita cambia in un istante”: così inizia il testo e così Joan Didion promuove nel lettore una riflessione immediata. Chi di noi non si è mai soffermato a pensare al tempo, alla vita, al modo in cui viviamo i nostri giorni, agli imprevisti e all’impossibilità di prevederli o controllarli? Ci pensiamo, certo, ma ci scopriamo sempre del tutto impreparati quando l’imprevisto si materializza e colpisce così forte che sembra distrugga tutto, compresi noi stessi.
Il lutto improvviso che investe la scrittrice è uno di questi “imprevisti” e come tale la lascia attonita e incredula. Tutti noi conosciamo la possibilità che questo possa succedere, la morte d’altronde esiste perché esiste la vita, ma releghiamo questi eventi in un angolino al buio, li teniamo ben nascosti, e di tanto in tanto uno di questi esce allo scoperto e per noi è sempre un dolore incommensurabile.

Ecco, il dolore…è lui, credo, al centro di tutta la narrazione. Joan Didion ne ricostruisce le fattezze, gli conferisce una forma, lo percepisce, lo nega, lo aggredisce, lo distanzia, lo attraversa. Un lavoro faticoso e impegnativo, emotivamente debilitante. Un lavoro talmente complesso che non si è mai sicuri di essere in grado di portarlo a termine. Joan Didion ne riconosce l’importanza, ma il suo libro è una costante domanda: riuscirò a superare questa sofferenza? 

Mi sono commossa quando tra le prime pagine del libro, la scrittrice dichiara che subito dopo la morte del marito il suo primo urgente pensiero fosse stato quello di doverne parlare con lui, perché con lui parlava di tutto. Ma tale pensiero spontaneo si associa immediatamente ad un altro terribile: il marito non è più in vita. Con lui non parlerà più.  Nasce quindi  il pensiero magico, la convinzione che colui che non c’è più possa ritornare indietro e che siamo proprio noi a possedere questo enorme potere. Razionalmente è tutto chiaro: la morte ha portato via il nostro caro, ma la mente cerca vie di fuga per non soffrire e così fa capolino l’idea che la morte sia reversibile.

Joan Didion racconta abilmente questi passaggi. Il tono è quasi sempre distaccato e limpido, ma si avverte costantemente un sottofondo personale fatto di tristezza, disperazione e incredulità. Per un intero anno le emozioni in lei si susseguono rapide e incisive, la costringono a richiamare alla memoria ricordi di un tempo felice, un tempo che non sarà mai più.

Insieme alla scomparsa del marito, Joan Didion scrive della malattia della figlia e ne parla spesso con una precisione chirurgica attingendo anche a testi medici o psicologici. Sembra il tentativo affannato di voler trovare a tutti i costi una spiegazione a ciò che una spiegazione non ha.

Libro impegnativo, una lettura certamente non leggera per i temi trattati. Tuttavia, se si è così coraggiosi di leggerne le pagine, si potrà alla fine custodire una testimonianza toccante e sentirsi  forse anche meno soli nelle circostanze dolorose della vita.

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4 comments

  1. Cinzia says:

    Clorèste leggo sempre con piacere le tue recensioni. Sono molto ben scritte e riescono a coinvolgere e far nascere la curiosità e la voglia di andare a comprare i libri di cui trattano. Complimenti! Sono degli ottimi suggerimenti di lettura, per chi come me a volte, entrando in libreria, non sa cosa scegliere. Una piacevole guida alla lettura.

  2. Eduardo says:

    Brava Cloreste, ho scoperto ora il tuo blog, non conoscevo queste tue apprezzabili qualità.
    I tuoi commenti ai libri sono piacevolmente scritti ed in maniera professionale ma si percepisce che sono sinceri ed appassionati. .
    Per quanto riguarda le tue realizzazioni manuali posso dirti che condivido pienamente il piacere creativo che si prova, pertanto so come ti senti nel realizzarle.
    Complimenti, aspettiamo le prossime realizzazioni.

    • Clorèste
      Clorèste says:

      Grazie, quanti complimenti! Sono sempre graditissimi! Mi darò da fare per pubblicare presto le mie nuove creazioni! Grazie ancora per essere passato in questo mio piccolo angolino!

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